luglio 29, 2021

Fisco, i notai restano i più ricchi. Ambulanti, agricoltori e allevatori con i redditi più bassi

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Dai dati del dipartimento delle Finanze emerge anche la fuga verso la flat tax: quasi una partita Iva su due tra forfettari ed ex minimi

I notai restano al top mentre agricoltori, allevatori e pescatori sono le attività meno redditizie. La fotografia che emerge dai dati delle pagelle fiscali 2020 (anno d’imposta 2019) non risente ancora del tracollo del fatturato prodotto dalla crisi economica connessa al Covid. Anzi, alla fine con l’effetto della fuoriuscita di quasi 450mila partite Iva verso il regime forfettario, l’importo del reddito medio d’impresa o di lavoro autonomo è addirittura più alto.

Dai dati diffusi dal dipartimento delle Finanze emerge, infatti, che il reddito medio (che considera tutte le forme societarie) è di 38.340 euro con una crescita rispetto all’anno precedente addirittura del 7,3 per cento. Come anticipato, i notai si confermano la macrocategoria con il maggior importo dichiarato: 91.200 euro che segna un incremento rispetto ai 66.800 dell’anno precedente (+36,5%).

Subito dietro ci sono le attività professionali di consulenza, una categoria che abbraccia tra gli altri anche commercialisti, consulenti del lavoro e altri intermediari, che hanno denunciato grazie alle pagelle fiscali redditi medi per 70.600 euro. Mille euro in media in più rispetto alle attività professionali sanitarie.

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