luglio 28, 2021

Pnrr, 15,7 miliardi da spendere entro il 2021 in 105 progetti

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Il 63% dell’anticipo delle risorse da 25 miliardi è assorbito dagli interventi che il Pnrr italiano prevede di concludere entro l’anno

La prima approvazione comunitaria del Piano italiano di ripresa e resilienza non è esattamente una sorpresa, anche per il fitto confronto fra Roma e Bruxelles che ha accompagnato le fasi decisive nella costruzione del programma di investimenti e riforme. Ma accanto al valore simbolico, europeo oltre che nazionale anche perché con le tante rinunce di altri Paesi ai prestiti del Next Generation Eu Roma assorbe l’ampia maggioranza assoluta del Recovery Fund, il passaggio ufficializzato il 22 giugno ha anche l’effetto pratico di far partire la macchina del Pnrr. E pone le premesse per l’anticipo da 25 miliardi, il 13% della quota italiana dei finanziamenti Ue, atteso almeno nella prima parte entro la fine di luglio.

L’assegno iniziale è assorbito per circa il 63% dagli interventi che il Pnrr italiano prevede di concludere entro quest’anno, in un meccanismo che mette le altre risorse nel circolo della finanza pubblica ma ovviamente ne vincola l’utilizzo integrale per i piani del Recovery. A fine dicembre, infatti, il contatore del Recovery dovrà già aver totalizzato spese per 15,7 miliardi: nel 2021, come dettagliato dal cronoprogramma anticipato sul Sole 24 Ore del 7 maggio, gli investimenti finanziati dalla Recovery e Resilience Facility valgono 13,79 miliardi, e al conto si aggiungono 1,91 miliardi di spese dell’anno scorso che le risorse comunitarie possono coprire ex post come da regolamento europeo.

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