luglio 29, 2021

Dalla Cina al clima, dalla Libia ai vaccini: il bilancio per Draghi dopo il vertice G7

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L’idea di una «attenta valutazione» dell’accordo sulla Via della Seta, gli impegni operativi sulle riduzioni delle emissioni: tutte le novità emerse nella tre giorni di colloqui

E’ stato il suo primo vertice G7 da presidente del Consiglio ma molti dei leader presenti a cominciare dal presidente americano, Joe Biden, Mario Draghi li conosceva da tempo. Nella parte informale del vertice come il barbecue sulla spiaggia di Corbis Bay, Draghi ha preferito comunque sedersi e parlare con i suoi colleghi europei con i quali ha rapporti più frequenti come la Merkel (che rivedrà a Berlino per un bilaterale prima del Consiglio europeo del 24 giugno), come Macron, come la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen o il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Tutti, a cominciare dal premier inglese Boris Johnson hanno riconosciuto a Draghi un ruolo guida nell’analisi dei temi economici. Ruolo al quale il presidente del Consiglio non si è sottratto evidenziando i dati positivi della ripresa post pandemia ma senza nascondere i problemi che ancora ci sono e che rischiano tra pandemia e cambiamenti climatici di allargare sempre più lo steccato con i Paesi più poveri del mondo. Un vertice dunque, secondo Draghi “positivo ma realistico” che richiede coraggio e responsabilità collettiva. Ed ecco, punto per punto, la posizione italiana sui temi più caldi.

Draghi ha sintetizzato in tre parole l’approccio che i Paesi industrializzati intendono avere con la Cina: cooperazione, competizione, franchezza. La cooperazione sui temi globali come il clima è fondamentale secondo il premier italiano tenendo presente che la Cina è responsabile di circa il 30% delle emissioni di Co2 mondiali (tutta la Ue solo del 3%). Nessuno poi disconosce i meriti e la forza dell’economia cinese ma si tratta di una competizione che deve avvenire ad armi pari e seguendo le regole del sistema multilaterale degli scambi. Con le autorità cinesi occorre però anche essere franchi e dire cosa non ci va bene della loro visione del mondo. Draghi ha smentito divisioni tra Paesi come Stati Uniti, Canada e Regno Unito più duri con Pechino e Italia e Germania più morbidi. Nessuno al vertice, ha precisato Draghi, ha menzionato gli accordi tra Roma e Pechino sulla Nuova Via della Seta. Ma questo non vuol dire, ha aggiunto il presidente del Consiglio, che non se ne parlerà a casa nostra dove sul tema “verrà fatta un’attenta valutazione”.

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